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L'APPROCCIO SISTEMICO
di Riccardo Cazzulo
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Tutto il lavoro su di sé proposto attraverso le attività di gruppo
trattate su questo sito nasce e muove i suoi passi nella direzione di un approccio
sistemico nei confronti del partecipante, del gruppo e delle
metodologie applicate.
Per meglio intendere tale
approccio è necessario riassumere brevemente le principali fonti che
ispirano e suggeriscono la direzione a tutto il percorso.
Ci muoviamo nel campo delle teorie globali e senz’altro la prima di
queste che ha fatto breccia nella comunità scientifica è la “teoria
generale dei sistemi” proposta
nel 1947 dall’austriaco Ludwig von Bertalanffy uno dei più importanti
biologi teorici del Novecento. Nel 1966 durante il 122° congresso annuale
dell’Associazione Psichiatrica Americana si discusse per la prima volta
la teoria in questione e ci si impegnò per degli incontri regolari in
futuro per sviluppare questa “Teoria Unificata del Comportamento
Umano”.
Anche nell’ambito delle scienze sociali si arrivò alla
conclusione che i fenomeni sociali debbono essere considerati come
“sistemi”. In sociologia si
parla di “interazione sociale” per definire il processo secondo
il quale due o più persone o gruppi in relazione tra loro agiscono
reagendo alle azioni degli altri in tal modo si crea, si sviluppa e si
cambia nel tempo il contenuto della relazione.
Anche lo studio delle organizzazioni diventa più efficace dal momento in
cui vengono considerate alla stregua di un sistema, e sulla stessa linea
sarà l’approccio della ricerca scientifica in fisica e biologia.
La seconda metà del secolo scorso è caratterizzata dalla
centralità del "sistema" come paradigma di base nella ricerca
scientifica con l’inclinazione a
studiarlo come entità invece
che come somma di molteplici parti in accordo con le nuove tendenze
scientifiche che ritengono
di non considerare più i fenomeni in contesti isolati e limitati ma
aperti all’interscambio tra le componenti, alla complessità ed
all’intreccio tra le numerose discipline a carattere scientifico e
tecnico.
Questo momento storico ha
rappresentato il più importante tentativo di unificazione e di sintesi
della conoscenza scientifica, il consenso verso questo nuovo orientamento
delle scienze si allarga a tutte le principali materie dalla fisica alla
storia e l’idea di una teoria generale dei sistemi venne introdotta,
come già detto, da Ludwig
von Bertalanffy in tempi antecedenti alla nascita della cibernetica e dell’ingegneria
dei sistemi con tutte le sue implicazioni sui piani collegati.
Ma cosa si intende per sistema?
La definizione più comune è
quella di
un insieme di oggetti
tra loro interdipendenti laddove
una variazione nello stato di uno di essi tende sempre a
riflettersi sugli altri e sul sistema nella sua totalità; analogamente,
un cambiamento nel sistema tende ad influenzare tutte le singole
componenti compreso l’ambiente in cui si trova.
Nota a tutti è la formulazione di base che afferma: "l'intero è
maggiore della somma delle sue parti", peraltro già affermata con
millenni di anticipo dall'antica tradizione cinese come a ricordarci che
la maggioranza delle recenti scoperte scientifiche erano già state
formulate dalle antiche filosofie nella storia dell'umanità: come il seme che
porta già con sè la vita fin da quando è nascosto sotto la neve.
Un
approccio sistemico nelle scienze divenne necessario solo recentemente
anche se già palpabile nella filosofia naturale (Leibniz, Nicola Cusano),
nella medicina mistica di Paracelso, nella visione di Giambattista Vico
dove la storia è fatta da una sequenza di entità o sistemi culturali (da
qui i famosi corsi e ricorsi storici),
fino alla dialettica di Marx ed Hegel, solo per citare alcuni pensatori
antecedenti.
La necessità di una visione sistemica d'insieme divenne appunto
necessaria quando il paradigma meccanicistico fondato su treni
causali isolabili, sull'analisi ed il riduzionismo iniziò a risultare
insufficiente nelle scienze biosociali e nelle nuove tecnologie.
Soprattutto in biologia diventava imprescindibile una concezione di
complessità dell'organismo vivente, questo già molti anni prima
dell'opera di Cannon sull'omeostasi del 1929.
Un ulteriore passo avanti si fece nel 1948 con la comparsa della cibernetica
di Norbert Wiener risultato del progresso nello sviluppo dei
calcolatori elettronici, degli automatismi e quasi contemporaneamente con
le teorie dell'informazione e dei giochi.
Wiener allargò i concetti di cibernetica, di retroazione e informazione
ben oltre gli aspetti tecnologici portandoli negli studi biologici e
sociali ricollegandosi al concetto di omeostasi di Cannon ed andando a
toccare anche il campo della pubblicità di massa.
Fondamentale
per ciò che riguarda la visione olistico-sistemica nelle attività di
gruppo qui proposte è il punto di osservazione della psicologia
sistemica, derivante appunto dalla Teoria Generale dei Sistemi, e che
si fonda sull'assunto di base che tutto è comunicazione, quindi anche
l'apparente non comunicazione. Pertanto attraverso le leggi di base della
comunicazione è possibile mettere in atto un processo esperienziale di
crescita personale e autoconoscenza all'interno della dinamica del gruppo.
Queste leggi di base sono riassumibili in questi tre punti: totalità
dove il cambiamento in una parte mette in moto il cambiamento di tutto il
sistema, retroazione che si allontana dal concetto di casualità
lineare per sposare quello di circolarità dove ogni punto del sistema
influenza ed è influenzato da ogni altro, e infine l'equifinalità
dove ogni sistema è la migliore spiegazione di se stesso in quanto sono i
parametri del sistema stesso a prevalere sulle condizioni che hanno
generato il sistema.
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