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di Rolando Toro ______________________________________________________________________ In una
incisione medioevale presentato da Carl Jung, appare la donna, dea della
natura, che occupa tutto lo spazio dell’universo; lei comunica con
l’uomo, che è al centro, attraverso una
catena sostenuta nella sua mano sinistra, mentre con la sua mano destra si
connette con la mano di Dio. Simbolicamente, l’uomo potrebbe solo
raggiungere la trascendenza attraverso la donna-natura. Voglio
esaminare la figura della donna nel post-patriarcato, la sfida per
invertire il processo di distruzione del pianeta e la demenza bellica. Nel terzo
millennio, le donne dovranno realizzare cambiamenti molto più profondi di
quelli successi in altre
epoche. Perché la donna? Che tipo di cambiamenti? Nel
nostro tempo, la donna sta
recuperando la sua identità profonda e sta avendo successo in questo
proposito. Sul piano inconscio, individuale e archetipico, lei sta
re-incontrando la sua immagine mitica, rappresentata dal più femminile
dei miti: Demetra e sua figlia Persefone. La
sacralità della vita è stata legata, frequentemente, alle religioni
matricentriche. Ricerche archeologiche attuali confermano che da più di
25.000 anni sono esistite civiltà matrilineari in Europa, che si
fondavano nel vincolo esistente fra la fecondità e il sacro. La donna
arcaica è colei che dà la vita e il nutrimento. Però non è solo la
matrice della vita, se non nel mito, è la dea della natura e della
spiritualità. La dea degli animali, delle piante, delle acque e della
terra. Secondo la Dottoressa in fisica “Rose Marie Muraro”, la donna
possiede il potere biologico; la sua missione è conservare e proteggere
la vita, ma questa missione le fu strappata. Nei
gruppi matricentrici dell’antichità, l’associazione fra uomini e
donne non includeva la trasmissione del potere. C’era maggiore libertà sessuale per le donne, e non si producevano
guerre. La famosa
antropologa Riane Eisler ha riconosciuto l’avvento di un modello di
convivenza, in sostituzione dei modelli maschilisti - femministi. Questa
nuova forma di relazione sarà, secondo lei, la forma di scongiurare il
collasso dell’anima e l’estinzione della specie. La sfida
che dovrà affrontare la donna, nel futuro, consisterà nell’ indurre
una trasformazione radicale della mentalità a favore delle relazioni
umane. Gli
attuali intenti per ottenere la pace sono stati insufficienti. Né i
congressi per la pace, né l’intervento internazionale per conciliare i
popoli in conflitto, né l’influenza delle religioni, hanno ottenuto di
eliminare la violenza del nostro pianeta. Mutazione
psicologica Siamo
coscienti, per la prima volta nella storia, che viviamo in una
civilizzazione malata. Se persistiamo nella guerra, pensando che
l’essere umano è per natura violento ed assassino non c’è speranza
per l’umanità. Se continuiamo con la folle distruzione ecologica, se
rimaniamo nella ingiustizia e nella discriminazione che riduce i popoli
alla fame e al marasma, non abbiamo nessuna possibilità di sopravvivere. Studi
della NASA hanno rilevato che rovesciamo annualmente ottocentomila milioni
di monossido di carbonio negli strati superiori dell’atmosfera. Questo
è solo un esempio della nostra incoscienza. Nel
ventesimo secolo sono successe due grandi guerre mondiali che hanno
incluso l’olocausto e la distruzione di città indifese, con tutti i
suoi abitanti, mediante bombe atomiche; inoltre il mondo conobbe più di
180 guerre locali con migliaia di morti. Tutte queste azioni sono state
giustificate dal relativismo etico. Con ragionamenti intelligenti, il
relativismo etico giustifica l’infamia ed il genocidio. Tutti i giorni,
vediamo, che il sangue e la sofferenza degli altri non hanno valore quando
in mezzo ci sono l’ideologia e l’odio. E’
necessario che gli esseri umani imparino a vedere nell’altro un simile e
non un oppressore. Il
cambiamento necessario avverrà
attraverso una
mutazione psicologica di ordine mondiale, (e affinché possiamo
sopravvivere dovranno passare
due o tre generazioni. Questa è l’opinione di sociologi e antropologi). Poteri
Arcaici Logicamente,
il cambio non può essere ideologico o deontologico. Quello che deve
cambiare è la struttura affettiva del genere umano. Questo significa
niente di meno che cambiare il fatalismo storico. Recentemente,
una nuova rivoluzione silenziosa sta invadendo il mondo maschile. La donna
si è trasformata in una forza evolutiva. Questo cambio, generato
dall’avvento della tecnologia avanzata, sta producendo una modificazione
psichica nell’umanità, nella quale si reinterpretano i poteri arcaici
della donna e appare lentamente l’espansione spirituale, la coscienza
etica e la sacralità della vita. Le società
attuali sono complessi sistemi adattativi,i cui cambi sono
straordinariamente veloci. Per questa ragione, dobbiamo entrare in uno
stato di massima allerta e partecipare, con azioni concrete, nell’atto
supremo per la sopravvivenza
della specie. Ognuno di noi deve essere la
coscienza viva della nostra epoca. Dobbiamo recuperare la sacralità della
vita che ci fu tra i popoli visionari, tra i sciamani, i pensatori e gli
artisti che cercarono il paradiso in terra, come Spinoza, Aldous Huxley,
Henri Rousseau, Albert Schweitzer, Albert Hofmann, Pablo Neruda e tanti
altri. Tra gli educatori, Roura Parella, con La educazione per la pienezza
umana. Educare
intorno alla vita La proposta che ho formulato,
e che già si diffonde a livello mondiale nei paesi del Sud America,
Europa, Africa del sud e Giappone, è l’educazione biocentrica. L’educazione
attuale, intellettualista e tecnologica, non ha nessun riferimento
esistenziale e conduce alla perdita di senso e alla banalità.
L’educazione biocentrica consiste nel mettere al centro di tutte le
attività educazionali la vita. La vita deve essere il centro teorico e
metodologico dell’educazione. Questo significa trasformare gli
obbiettivi attuali delle distinte tendenze educazionali nell’obbiettivo
assoluto: la coscienza etica, la gioia di vivere e l’amore. L’integrazione
dell’intelligenza concettuale con l’affettività è l’aspetto
centrale di questa proposta. La nuova
visione dell’essere umano si fa largo nel mezzo della totale
insufficienza affettiva dei capi politici. Ecco un
breve elenco delle avanguardie intellettuali che promuovono il cambio di
paradigma:
La
dimensione affettiva Uno
sguardo obbiettivo alla storia del secolo XX ci rivela una condizione
conflittuale: da un lato, un progresso tecnologico e scientifico di
straordinaria grandezza; dall’altro una decadenza affettiva che ci
mostra ostentatamente il nostro lato miserabile. Viviamo
in un contesto di violenza globale: violenza nelle case, violenza a scuola
, violenza nel mondo del lavoro, violenza urbana, violenza
politico-sociale, violenza etnica e religiosa. L’umanità soffre
di una tragica dissociazione tra intelligenza e affettività. La
disorganizzazione affettiva ci conduce alla autodistruzione. La
maggioranza degli educatori, ed anche degli psicologi, non capisce è che
l’apprendimento, la creatività e la qualità di vita scaturiscono da
una fonte comune: l’affettività. Per questa ragione risulta essenziale
comprendere il concetto di intelligenza affettiva come fondamento
dell’educazione. I sistemi
educativi debbono essere profondamente modificati in tutto il mondo per
poter cambiare il corso delle violenze istituzionalizzate. Questo
cambio deve cominciare con l’applicazione del principio biocentrico
nell’educazione, nella politica, nella giurisprudenza, nell’economia e
nella medicina. Questo cambio deve iniziare nelle scuole con
l’integrazione dell’affettività nel bambino. L’educazione
è inconcepibile senza il fondamento affettivo. L’intelligenza
concettuale ha le sue radici nell’affettività. Se l’educazione non
introduce la dimensione affettiva come fattore essenziale nella
metodologia, tutta la sua attività risulterà banale e distruttiva. L’educazione
dell’affettività deve cominciare nella prima infanzia, includendo i
genitori. Un adulto che non ha raggiunto in sé una struttura affettiva
profonda durante l’infanzia è un potenziale distruttore, anche se ha a
sua disposizione tutta la tecnologia più avanzata. Penso che
l’umanità non ha speranze di sopravvivere creando automi con identità
nazionale o esperti professionisti se non coltiva
l’empatia, il senso profondo di identificazione con gli altri
esseri umani. Per
questa ragione, sto proponendo l’inserimento di biodanza come
“mediazione” nei programmi di educazione, una tecnica che stimola
l’affettività e la coscienza etica. Questo approccio dovrebbe
applicarsi in tutte le scuole del mondo. La
“Scuola universo” L’educazione
biocentrica riconosce l’amore come centro generatore e protettore della
vita: la sua finalità è ristabilire le funzioni originarie che
permettono la conservazione e l’evoluzione della vita, creando fin dalla
prima infanzia, modelli interni di vincolo con la natura, comunione
amorosa e coscienza etica.
L’educazione
biocentrica usa come mediazione il sistema biodanza, approccio che include
la vivencia, la sensibilità cenestesica e l’affettività attraverso il
movimento corporeo, la creatività, la musica e situazioni d’incontro in
gruppo. Biodanza utilizza l'unione di musica-movimento-vivencia come
struttura metodologica. Penso che
sia arrivata l’ora di dare all’educazione un approccio orientato verso
la sopravvivenza e a ristabilire le funzione originarie della vita. Tutti
i metodi devono essere praticati con la partecipazione frequente della
famiglia, includendo i nonni, dando allo spazio educativo la forma di una
“scuola universo”. Il
processo educativo inizia nel ventre materno, con la disposizione animica
da parte dei genitori di protezione e cura. Condividiamo i concetti
avanzati di Michel Odent (Genesi dell’uomo ecologico). I
concetti di Frederic Leboyer, Arnold Gessel e Renè Spitz rappresentano
un’apertura immensa per l’umanità su questo aspetto. Nelle
scuole, i bambini devono essere a contatto diretto con la natura, la
terra, il fuoco e l’aria pura; con le piante, i fiori ed i frutti; con i
lavori di semina e coltivazione agraria, con gli animali, con il canto e
la danza, con la preparazione degli alimenti, con giochi di lotta e fuga,
con l’osservazione e con la cura dell' ambiente. Ecco qui
la formula degli scopi e delle risorse dell’educazione biocentrica:
o
danze di solidarietà, danze dell’amicizia, incontri
in feedback. o
Superare qualsiasi discriminazione sociale, razziale o
religiosa. o
La rieducazione dell’affettività nel bambino deve
essere la finalità essenziale. In molti casi, saranno indispensabili gli
esercizi di e riparentalizazione.
o
Esercizi di sfida personale di fronte alle difficoltà. o
Coraggio per difendere i punti di vista propri. o
Connessione con la propria forza.
o
Manifestare le emozioni attraverso la danza ed il
dialogo. o
Esercizi di creatività artistica: poesia, musica,
pittura e ceramica. o
Sviluppo dell’espressione verbale, oratoria e
recitazione.
o
Esercizi di fluidità, coordinazione, sinergismo,
eutonia, assertività motoria e piacere cenestesico. o
Nuoto organico.
o
Laboratori di apprendimento vivenciale della natura:
geologia, botanica, zoologia e astronomia.
o
Escursioni al mare ed in montagna. o
Percezione della natura con i cinque sensi. o
Ricerca del nido ecologico 7. Sviluppo e ampliamento
della percezione:
Esercizi di percezione musicale e
delle opere d'arte plastica Percezione delle situazioni umane con i
cinque sensi
Esercizi di regressione ed espansione
della coscienza.
Cori e danze nella natura Traduzione
a cura della Segreteria di Biodanza Italia Marzo 2009
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