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BIODANZA e TEATRO SOCIALE di Riccardo Cazzulo ______________________________________________________________________ Sono arrivato alla
progettazione del laboratorio di Biodanza & Teatro dopo un paio di anni di
ricerca attraverso la frequentazione e lo studio pratico-teorico del
laboratorio pedagogico teatrale in funzione della sua possibile integrazione con
tecniche espressive basate sul movimento su musica, e dopo la conseguente fase
di sperimentazione all'interno del gruppo settimanale di Olodramma. La mia proposta di
Biodanza & Teatro segue dei canoni metodologici ben precisi che si
differenziano da quelli del teatro tradizionale non essendo previsti
dialoghi, battute e copioni e da quelle del Teatro Danza non portando in
scena coreografie rigide e balletti predefiniti sotto la direzione di un
regista o coreografo. E’ plausibile affermare che il Biodanzatore può trasformarsi in “Biodanzattore” senza per questo perdere il nucleo centrale dell’esperienza: la Vivencia, l’attimo vissuto qui ed ora con intensità coinvolgendo la cenestesia, le funzioni viscerali ed emozionali e senza togliere identità alla proposta teorica e metodologica del Sistema Biodanza? (il neologismo Biodanzattore è appunto riferito a colui che agisce la propria vivencia verso l’ambiente esterno senza perdere il contatto con essa e non riducendola mai ad una mera rappresentazione estetica fine a se stessa)
Alcune considerazioni filosofiche
La vivencia secondo Rolando Toro: Per comprendere la
definizione di Biodanza è necessario conoscere il concetto di vivencia,
che è alla base della sua metodologia. Nella teoria della Biodanza, ho ridefinito il concetto di
vivencia come esperienza
vissuta con grande intensità da un individuo nel momento presente, che
coinvolge la cenestesia, le funzioni viscerali ed emozionali. La vivencia
conferisce all'esperienza soggettiva di ogni singolo individuo la
palpitante qualità esistenziale del vissuto 'qui e ora'. Ho definito le
caratteristiche essenziali della vivencia e strutturato una metodologia
precisa per indurre vivencia finalizzate all'integrazione e allo
sviluppo umani mediante la
stimolazione della funzione arcaica di connessione con la vita, poiché la
vivencia è
l'espressione psichica immediata di questa funzione.. La
metodologia della Biodanza prevede l'induzione di vivencia di
integrazione, dal momento che esse implicano una immediata e profonda
connessione
con se stessi. Durante lo svolgimento di un corso di Biodanza, queste vivencia si rafforzano secondo le modalità di
apprendimento stabilite da B.F.
Skinner, poiché vengono associate a situazioni piacevoli (rafforzamento
positivo). Egli infatti sostiene che un apprendimento si stabilizza maggiormente incentivando il positivo piuttosto che
castigando il negativo. Il
fenomeno dell'apprendimento coinvolge tutto l'organismo e non soltanto
le funzioni corticali, poiché la percezione dei significati che
condizionano l'esistenza può influire sulla sfera emozionale e su
quella viscerale. In
Biodanza esso viene dunque proposto a tre livelli: quello cognitivo, quello
della vivencia e quello viscerale, che sono neurologicamente in relazione, e possono condizionarsi reciprocamente, pur possedendo
anche una forte
autonomia. Qualora un apprendimento non comprenda tutti e tre questi livelli, i relativi comportamenti risulteranno dissociati. Così, per esempio, una persona razionalmente può pensare di aver diritto a esercitare liberamente la propria sessualità, mentre emozionalmente può provare paura o insicurezza, e visceralmente può soffrire di diarrea nervosa. (Rolando
Toro - Biodanza - 2000 Edizioni Red) Dall’Erlebnis di Dilthey, alla performance dell’Erlebnis di Turner L’antropologo Victor Turner fu molto attratto dal pensiero del grande pensatore sociale Wilhem Dilthey a proposito dell’Erlebnis, concetto di esperienza vissuta e letteralmente “ciò che si è vissuto fino in fondo”, Egli così scrive: “L’antropologia della performance è una parte essenziale dell’antropologia dell’esperienza. In un certo senso ogni tipo di performance culturale, compresi il rito, la cerimonia, il carnevale, il teatro e la poesia, è spiegazione ed esplicazione della vita stessa, come Dilthey sostenne spesso.” Attraverso la
performance (che come etimologia non ha nulla a che vedere con “forma”
e ancor meno con "prestazione" ma proviene dal francese
antico”parfournir” e che significa completare, portare completamente a
termine) ciò che si trova nascosto nella vita socioculturale viene
portato alla luce della conoscenza, a tale proposito Dilthey usa il temine
“Ausdruck” (espressione), da “ausdrunken” che letteralmente
significa premere o spremere fuori, quindi il significato della
performance è spremuto fuori da un vissuto dell’autore sia esso
drammaturgo o poeta. Victor Turner riassume L’Erlebnis di Dilthey in un processo che passa attraverso 5 fasi:
Secondo Dilthey ci sono vari tipi di espressioni: le idee, le azioni umane e le opere d’arte, personalmente ritengo che la performance della vivencia è un’opera d’arte con la qualità del qui e ora e dell’irripetibilità e come afferma Turner citando in parte Dilthey: “E’ in questo
momento che il poeta, l’artista o il drammaturgo <dispiega
liberamente le immagini oltre i confini della realtà>. L’artista
cerca di penetrare l’essenza stessa dell’Erlebnis. Così facendo dà
libero accesso alle profondità dove <la vita coglie la vita>”. Dalla vivencia alla
performance
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