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Biodanza con Riccardo Cazzulo. Scuola Biodanza Liguria IBF
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Tags: SociologiaComunitàPsicologia
  
ETIMOLOGIA
E’ possibile risalire almeno a un duplice significato etimologico del termine comunità facendo riferimento al modello organizzativo della polis aristotelica “dove si condividono origini e tradizioni, intenti e valori, spazi e tempi di incontro e confronto, così come avveniva nell’antica agorà greca”, il primo deriva da cum moena (mura comuni) e il secondo da cum munia (doveri comuni).
Nella prima accezione si fa riferimento a un’appartenenza che avviene  all’interno di confini geografici circoscritti, laddove il senso dell’ingroup è molto forte e all’esterno dei quali si trova l’estraneo o l’outgroup.
Nella seconda accezione il riferimento è a un comune sentire (ethos) che si sviluppa all’interno della comunità grazie al tessuto relazionale.

DEFINIZIONI
Genericamente l’idea di comunità riconduce a un insieme di individui legati fra di loro da un elemento di comunanza riconosciuto come tale dagli individui stessi. Da un punto di vista sociologico gli elementi condivisi sono rappresentati dallo stesso ambiente fisico e dalla presenza di strette dinamiche relazionali.
Secondo gli studi classici del sociologo tedesco Ferdinand Tonnies quello di comunità viene riconosciuto come il modello sociale prevalente nella collettività arcaica in contrapposizione a quello della società dell’età moderna. Tonnies introducendo la contrapposizione comunità-società (Gemeinschaft-Gesellschaft) cerca di dare un significato al cambiamento sociale che, con l’avvento della società moderna, vede portare in primo piano i bisogni e gli interessi del singolo e la loro realizzazione. Secondo tale visione le conseguenze di questo passaggio sono la perdita dei valori di appartenenza, fratellanza ed empatia, che fino ad allora avevano caratterizzato la comunità, e dove i rapporti tra le persone diventano sempre più miseri, basati su interessi personali e privi di calore umano. Per Tonnies “ogni convivenza confidenziale, intima, esclusiva […] viene intesa come vita in comunità; la società è invece il pubblico, è il mondo. La comunità è vita reale e organica mentre la società formazione ideale e meccanica. La comunità è un organismo vivente e la società un aggregato e prodotto meccanico“.
La comunità rappresenta il luogo di nascita dove l’individuo si lega nel bene e nel male a coloro che vi appartengono mentre la società rappresenta la terra straniera dove dirigersi per realizzarsi.
Per Max Weber esiste una contrapposizione tra comunità (Vergemeinschaftung) e associazione (Vergesellschaftung), la comunità si fonda su un’appartenenza di tipo affettivo o tradizionale che appare soggettivamente sentita da chi vi appartiene mentre nell’associazione “la disposizione all’agire sociale poggia su di una identità di interessi, oppure su un legame di interessi motivato razionalmente rispetto al valore e allo scopo”.
Altri sociologi come Durkheim e Simmel vedono in tale passaggio delle caratteristiche positive come un affrancamento dalla solidarietà meccanica della comunità fondata su posizioni sociali predefinite, nel caso del primo, e di una maggiore possibilità di stringere relazioni sociali grazie alla suddivisione e specializzazione del sistema sociale per il secondo.
I contributi teorici che si sono susseguiti nel tempo hanno prodotto un concetto di comunità più ampio che, oltre alla condivisione dello spazio fisico e della qualità delle relazioni, va a comprendere altri elementi in comune come, da un lato, un’identità fondata su interessi particolari, storie comuni,  ideali, tradizioni  e costumi condivisi  e dall’altro la volontà di raggiungere obiettivi precisi. Se sono questi gli aspetti salienti del concetto di comunità risulta quindi indispensabile la condivisione di un sistema di significati rappresentato da norme di comportamento, valori, religione, una storia comune e la produzione di artefatti.
In tempi recentissimi il concetto di comunità si è esteso anche verso una dimensione identitaria basata sul progresso tecnologico e non necessariamente in presenza del contatto fisico o della vicinanza geografica come avviene ad esempio nelle comunità virtuali su internet che condividono obiettivi e norme di comportamento tra i membri.

L’ASPETTO RELAZIONALE
Lo spazio geografico condiviso è sicuramente un elemento centrale ma non è verosimile considerarlo indispensabile per poter definire i confini di una comunità. I mutamenti sociali che si sono susseguiti negli ultimi decenni sono evidenti non solo in termini di progresso tecnologico, come per le già indicate comunità virtuali, ma anche in termini di sviluppo della mobilità e dei trasporti. Questi cambiamenti hanno permesso di rendere i confini delle comunità sempre più estesi fino a rendere l’aspetto geografico poco significativo in rapporto al senso di appartenenza alla comunità.
La comunità al giorno d’oggi va considerata primariamente in base alla qualità delle relazioni che avvengono al suo interno piuttosto che in relazione al dato territoriale.  
A creare la comunità sono l’amicizia, la stima reciproca e il sostegno tangibile, sono i processi di partecipazione alle organizzazioni e alle istituzioni sociali, sono la condivisione di valori e interessi, tutti fattori che danno origine ad una vincolante storia comune .
Riccardo Cazzulo

BIBLIOGRAFIA
  
  • Bagnasco, A. (1993). Comunità. Parolechiave. Nuova serie di "Problemi del socialismo". 1, 11-30.  
  • Lavanco, G., & Novara, C. (2006). Elementi di psicologia di comunità. Dalla teoria all’intervento. Milano: McGraw-Hill.
  • Palmonari, A., & Zani, B. (1996). Manuale di psicologia di comunità. Bologna: il Mulino.
  • Tonnies, F. (1887). Gemeinschaft und Gesellschaft. Leipzig: Reislad; trad. it. (1963).Comunità e società. Milano: Comunità.





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