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Biodanza e risposta psicologica al Covid-19 - Studio scientifico

Biodanza con Riccardo Cazzulo. Scuola Biodanza Liguria IBF
Pubblicato da in Articoli · 13 Aprile 2020
Tags: BiodanzaScienzaSaluteCovid19
In questo momento storico dove la pandemia del Corona Virus immobilizza quasi tutto il pianeta ha da poco preso il via uno studio scientifico su "Biodanza e risposta psicologica al Covid-19" (Biodanza and psychological Coping with Corona).
Allo studio, che si svolge attraverso i 5 continenti, partecipano otto università e numerosi coordinatori in Europa, Asia, Australia, Africa e Medio Oriente.
Lo studio si prefigge di comparare il coping  in questo momento di particolare emergenza tra chi pratica Biodanza e chi no.
Pertanto possono partecipare alla ricerca sia chi frequenta regolarmente corsi e stage di Biodanza sia chi non ha mai preso parte a questa attività rivolta al benessere.

Cosa si intende per coping in psicologia?
Lazarus e Folkman (1984), gli autori più accreditati sulla relazione esistente tra stress e malattia, definiscono il coping come: "gli sforzi della persona, sul piano cognitivo e compotamentale, per gestire (ridurre, attenuare, dominare o tollerare) le richieste esterne ed interne poste da quelle interrelazioni persona-ambiente che vengono valutate come eccedenti le risorse possedute".

Cosa sappiamo sullo stress?
Selye (1956) precursore nello studio dello stress definì un modello dello stress fisiologico, chiamato sindrome generale d'adattamento, affermando che quando un organismo si trova in presenza di un agente stressante (stressor), si mobilita allo scopo di ristabilire la condizione precedente (omestasi).
Selye si fermò a una classificazione non specifica della risposta dell'organismo sostenendo che questa fosse la stessa per agenti differenti di tipo fisico, chimico o psicologico. Pertanto l'organismo indifferentmente per il tipo di evento stressante si mobilita per fronteggiarlo attivando delle strategie di coping che aumenteranno la resistenza dell'organismo, ma nel caso l'evento stressante si prolungasse troppo seguirà una fase di affaticamento e successivamente di esaurimento con la comparsa di sintomi somatici (ulcere, ipertensione etc.).

Successivmaente questo modello fu ritenuto troppo meccanicistico e fisiologico e venne sostituito con uno più dinamico, complesso e sistemico secondo il quale lo stress sarebbe un processo multifattoriale con componenti cognitive, affettive, sensoriali, viscerali endocrine e comportamentali in interazione le une con le altre.
Altre ricerche misero in relazione il sistema nervoso centrale e il funzionamento del sistema immunitario (psicoimmunologia) definendo che quest'ultimo venga indebolito  dallo stress mettendo  le persone a rischio di contrarre malattie di ogni genere.

Lo sviluppo più recente degli studi sullo stress (Lazarus e Folkman) conferma la dinamica tra eventi stressanti (stressor) e le risposte messe in atto dal soggetto ma aggiunge anche la relazione fra persona e ambiente ciò vuol dire che l'individuo può influenzare l'agente stressante mediante strategie cognitive, emozionali e comportamentali.
La misura in cui una situazione può essere percepita come stressante varia da individuo a individuo in base anche alle strategie di coping possedute, entrano pertanto in gioco fattori fisici (energia e salute). psicologici (autoefficacia percepita, autoimmagine positiva e ottimismo), competenze (problem solving), abilità sociali e ambientali (risorse materiali e sostegno sociale).

In base a questa prospettiva entrano in gioco anche le capacità di resilienza dell'individuo che possono offrire l'opportunità di uscire da una situazione fortemente stressante con esiti positivi e costruttivi come crescita e sviluppo personale e apprendimento di nuova modalità di coping.

Precedenti studi su Biodanza e riduzione dello stress
In passato sono state fatte due importanti ricerche scientifiche sulla relazione tra la pratica della Biodanza e la riduzione dello stress che diedero esito positivo.

La prima in Germania presso la facoltà di Bioscienze e Psicologia dell’Università di Lipsia a cura di Alejandra Villegas (Argentina) e Markus Stuck (Germania (articolo a questo link).
La seconda eseguita in Italia dalla Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute della Sapienza Università di Roma (la descrizione è a questo link).

Alla luce dei precedenti studi questa nuova importante e ampia ricerca, tenendo presente che si svilupperà a livello globale, vuole indagare sull'ipotesi che la riduzione dello stress, con relativo miglioramento della salute, per i partecipanti regolari a corsi di Biodanza sia correlata a un miglioramento delle strategie di coping degli stessi partecipanti.

Perchè partecipare alla ricerca?
Per chi pratica Biodanza la risposta a questa domanda appare più evidente, in quanto permetterà di avere maggiori risposte sull'efficacia del Sistema Biodanza in termini di salute.

Anche per il gruppo di controllo formato da chi non pratica Biodanza potrà risultare un buon strumento di consapevolezza e riflessione su come viene vissuto questo faticoso ed eccezionale passaggio storico e in tutti i casi andrà a costituire un'importante banca dati per ulteriori ricerche relative alla salute della popolazione, in particolare su come viene gestito lo stress derivante da una pandemia in un campione della popolazione nei diversi continenti.

Tutti i partecipanti riceveranno i risultati dello studio e il link al rapporto di feedback dell'intervento eseguito attraverso lo strumento dell´“health cube”

Come partecipare alla ricerca?
A questo link in lingua italiana è disponibile il questionario con tutte le informazioni relative alla ricerca. E' molto ampio ed è quindi necessario prendersi un po' di tempo per ascoltarsi e rispondere alla domande.

I referenti di Biodanza dello studio sono Marcus Stueck y Alejandra Villegas e questo è il contatto per ogni ulteriore informazione in merito alla ricerca e al questionario stesso: biodanzanews@gmail.com  IBF-Research-Network BIONET.

Studio condotto dall´”Academy of Work and Health DPFA” in collaborazione con il “Center of Educational Health” in Italia (D. Bazzotti) e numerose altre universita´ internazionali. Per domande o informazioni potete contattarci al seguente indirizzo email: donatellabazzotti@gmail.com

Lo studio si basa su ”health cube”, strumento sviluppato dal Prof. Stack.

E' CONSIGLIATISSIMO COMPILARLO SUL PC, SE E' POSSIBILE, PIUTTOSTO CHE SULLO SMARTPHONE PER UNA MIGLIORE VISUALIZZAZIONE D'INSIEME DEI DATI.


La partecipazione alla ricerca sarà possibile entro la fine del mese di aprile 2020
GRAZIE A TUTTI PER LA COLLABORAZIONE




      






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