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SINCRONICITA' di Riccardo Cazzulo ______________________________________________________________________ Per
sincronicità Jung intende un punto di vista diametralmente opposto a
quello di causalità secondo il quale si può dimostrare in base a delle
ipotesi come gli eventi
possono evolvere uno dopo l’altro a causa di quello precedente. Si
può parlare pertanto di sincronicità quando avviene una coincidenza
significativa tra un evento psichico ed uno fisico-oggettivo senza che
esista alcun nesso causale tra i due eventi. Jung
distingueva in maniera molto netta la semplice coincidenza o sincronismo
dalla sincronicità che per definirsi tale non basta la semplice
simultaneità di avvenimenti, come
quando ad esempio si pensa ad una persona e improvvisamente girando
l’angolo la si incontra, ma è necessario che ci sia anche
un’ulteriore connessione di significato tra i due episodi al punto tale
da produrre un cambiamento significativo nella vita della
persona. Jung cominciò
a pensare ad una possibile teoria della sincronicità quando accadde una
circostanza particolare con una sua paziente il cui processo
psicoterapeutico non evolveva a causa di una spiccata rigidità
logico-razionale della stessa. Pertanto
postulò che la maggior parte degli eventi sincronici spontanei quasi
sempre hanno una connessione psichica
con un archetipo. Negli anni
seguenti le scoperte scientifiche come lo spazio-tempo, la materia come
forma di energia e quelle della nuova fisica atomica che stabilirono che
esistono delle probabilità statistiche, e non più causali, che
permettono ad una particella subatomica di trovarsi in una determinata
posizione in un determinato momento rispetto al nucleo dell’atomo, favorirono la definizione della
teoria della sincronicità come un collegamento tra scienza e psicologia. A questo ponte
tra scienza e psicologia si andò ad aggiungere anche quello con la
spiritualità visto il grande influsso che ebbe su di lui anche lo studio
del Taoismo come manifestazione di nessi acausali e il conseguente
interesse per il libro dei
mutamenti “I Ching”. L’ipotesi
finale formulata da Jung circa la sincronicità è quella dell’esistenza
di “coincidenze significative” in processi non legati da un rapporto
di causalità.
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