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BIODANZANDO
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Sempre connessi, mai riposati: il power nap e la Biodanza come antidoto
Biodanza con Riccardo Cazzulo. Scuola Biodanza Liguria IBFed
Pubblicato da Riccardo Cazzulo in Articoli · Venerdì 10 Lug 2026 · Tempo di lettura 4 minuti
Oggi mi sono imbattuto in questo articolo del Sole 24 Ore dedicato al power nap sul lavoro, e una frase in particolare mi ha fatto sobbalzare per la sua semplicità e verità:

«Raggiungere quello stato di leggero addormentamento (da viaggio in treno per intendersi) che ci porta alla piacevole sensazione di aver “perso coscienza” per qualche istante».

È un’immagine precisa, quasi quotidiana: quel momento sospeso in cui il corpo si abbandona, la mente smette di trattenere, e per un attimo si entra in una zona neutra, protetta, rigenerante.
Leggendo, ho pensato immediatamente alla Biodanza. Perché ciò che oggi viene riconosciuto come strategia di benessere nelle aziende, un breve riposo che ricarica mente e produttività, è in realtà un principio che la Biodanza coltiva da sempre attraverso la regressione fisiologica e affettiva nella fase discendente della curva della sessione.
Quello “stato di leggero addormentamento”, quella micro‑sospensione che il l'articolo descrive, è sorprendentemente simile a ciò che accade quando, nella sessione di Biodanza, il ritmo rallenta, il tono muscolare si abbassa e il corpo può finalmente lasciarsi andare.
Non è sonno, non è fuga: è un ritorno alle funzioni originarie dell’organismo. Un riposo intelligente, biologico, profondamente umano.

Il power nap e la riscoperta del riposo breve

Il power nap viene oggi presentato come una strategia per aumentare produttività, lucidità e capacità decisionale. Un breve riposo di 10–20 minuti permette al sistema nervoso di “resettare” tensioni e sovraccarichi, favorendo un ritorno più presente e più efficace alle attività quotidiane. Non è un dormire vero e proprio, ma un immergersi in uno stato di sospensione, dove il corpo rallenta e la mente si alleggerisce.
Ed è interessante notare come, nella nostra quotidianità, spesso crediamo di riposarci senza farlo davvero. Ci sdraiamo un momento, ma il telefono vibra. Ci sediamo sul divano, ma rispondiamo a un messaggio. Ci concediamo “due minuti di pausa”, ma scorriamo un reel, leggiamo una notifica, mandiamo un vocale a un amico. Sono micro‑attività che sembrano innocue, ma mantengono il sistema nervoso in uno stato di attivazione continua: non stacchiamo mai del tutto, non entriamo davvero in quella zona neutra che permette al corpo di rigenerarsi.
Per questo l’idea che il riposo breve sia una risorsa, e non una perdita di tempo, è una piccola rivoluzione culturale.
Eppure, per chi pratica Biodanza, suona familiare.

La fase discendente della sessione: una regressione che rigenera

Nella Biodanza, la curva della sessione segue un andamento che accompagna progressivamente la persona verso un abbassamento del tono muscolare, una riduzione dell’attività cognitiva e un aumento della sensibilità interna.
È la fase in cui si entra nel ritmo biologico, dove il corpo può finalmente “lasciare andare” ciò che non serve.
Questa regressione non è fuga né passività: è un ritorno alle funzioni originarie dell’organismo, quelle che permettono di recuperare energia, integrare emozioni e riattivare la vitalità profonda.
È un riposo attivo, un riposo intelligente.
E qui il parallelismo con il power nap diventa evidente: entrambi i processi interrompono il flusso lineare della produttività, introducendo una pausa che non sottrae, ma restituisce.

Riposo come competenza: ciò che la Biodanza insegna da sempre

La Biodanza ha sempre considerato il riposo come una competenza vitale, non come un lusso o peggio una condizione di pigrizia.
La regressione è una delle sue matrici fondamentali: permette di ritrovare sicurezza, di ricostruire la percezione di sé, di riattivare la capacità di sentire.
Oggi il mondo del lavoro scopre che fermarsi un attimo può migliorare performance e benessere.
La Biodanza, invece, lo pratica da decenni: rallentare per tornare più vivi.

Quando il corpo si ascolta, tutto cambia

Il power nap è un segnale culturale: stiamo iniziando a riconoscere che la mente non è un motore da tenere sempre acceso.
La Biodanza ci mostra che il corpo sa rigenerarsi se gli viene offerto uno spazio protetto, un ritmo adeguato, una musica che accompagna.
La regressione non è solo riposo: è un ritorno alla sorgente, un luogo dove la vitalità si ricompone e la persona può riemergere più integra.



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